Ok. Prepara la valigia. Ricordati le prenotazioni, la copia della patente, riconferma la macchina, fai uno squillo all’agenzia per assicurarti che non si siano puppati i tuoi soldi per poi svanire nel nulla.
E le medicine! Magari sfruttando il simpatico kit pronto soccorso da viaggio richiesto all’azienda per eventuali missioni (che non hai certo intenzione di fare).
Ah, poi le scarpe, le ciabatte, i parei, la borsa delle lenzuola (le ho messe le federe? sì, le ho messe), i teli da mare, la crema abbronzante, il doposole (che devo ancora comprare) il caricabatterie del cellulare, l’mp3, il beauty da chiudere all’ultimo minuto, qualcosa per dormire (inteso come pigiama, non come psicofarmaco). E l’ombrellone! Da portare la sera prima al compagno di viaggio perché ok, va bene presentarsi in ufficio con 2 valigie ma la presenza di un ombrellone rischia di consegnarti alla storia come l’impiegata più ridicola del mondo.
Porta le cose in lavanderia, perché nel frattempo s’è rotta la lavatrice. Irrimediabilmente. Sentirmelo dire mi è costato 35 euro e un mezzo infarto.
Ma io ce la farò. Ce la farò, ce la farò.
Venerdì, fanculo ai proverbi, io parto!